Sotto l’arco del papa

Siamo finalmente all’interno della città. Nel XIII secolo Rieti fu spesso sede papale: qui, nell’arco di cento anni, risiedettero Innocenzo III, Onorio III, Gregorio IX, Niccolò IV e, ultimo, Bonifacio VIII, nel 1298. È proprio sul finire del secolo, durante il soggiorno di papa Benedetto Caetani, che abbiamo ambientato la seconda scena del nostro progetto.
Il 30 novembre la città venne sconvolta da un violento terremoto di magnitudo 4.4. Si racconta che il papa, sorpreso dal sisma mentre celebrava la messa nella cattedrale, fuggì con tutti i paramenti sacri, per poi rifugiarsi in una tenda da campo allestita presso il chiostro della chiesa di San Domenico.
In seguito Bonifacio VIII promosse una serie di interventi per recuperare gli edifici danneggiati, tra cui la costruzione di un grande arco, sia per consolidare e sostenere il palazzo papale, sia come espressione del potere vescovile sulla città.
L’arco, che oggi da quel papa prende il nome, è il soggetto della nostra foto. L’uso propagandistico dello stemma della famiglia Caetani, accanto a quello della tiara con doppia corona, nata per volere dello stesso Bonifacio, è ben evidente nei tre emblemi araldici presenti nella struttura. La medesima araldica, due onde blu in campo giallo, è riportata sullo scudo e sulla bandiera della guardia papale che, in assenza di compiti imminenti, si riposa sullo sfondo.
In primo piano due figure, appartenenti alla classe media della città, passeggiano tranquillamente sotto la doppia volta a crociera.
Siamo nel cuore della Rieti a cavallo dei secoli XIII e XIV, sotto i simboli del potere religioso predominante nella città guelfa.

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